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    December 08

    tutto l'universo obbedisce all'amore

    Rara la vita in due fatta di lievi gesti,
    e affetti di giornata, consistenti o no,
    bisogna muoversi come ospiti pieni di premure,
    con delicata attenzione per non disturbare..
    Ed è in certi sguardi che si vede l’infinito

    Stridono le auto come bisonti infuriati
    le strade sono praterie, accanto a grattacieli assolati
    come possiamo tenere nascosta la nostra intesa
    ed è in certi sguardi che si intravede l’infinito

    Tutto l’universo obbedisce all’amore,
    come puoi tenere nascosto un amore,
    ed è così che ci trattiene,
    nelle sue catene,
    tutto l’universo obbedisce all’amore…

    Come possiamo tenere nascosta la nostra intesa
    ed è in certi sguardi che si nasconde l’infinito

    Tutto l’universo obbedisce all’amore,
    come puoi tenere nascosto un amore,
    ed è così che ci trattiene,
    nelle sue catene,
    tutto l’universo obbedisce all’amore…
    ..obbedisce all’amore

    Franco Battiato

    March 26

    un vero amico

    Con un amico
    non servono regole e neanche bugie,
    non c'è bisogno di chiedere scusa
    se mai qualche cosa non va,
    un vero amico ti resta vicino nel bene e nel male
    e non gli serve parlare per dirti che pensa di te.
    Se c'è un amico
    c'è sempre speranza di un'altra occasione
    un treno perso è soltanto una buona ragione
    per prenderne un altro.
    Se ti succede che soffri in silenzio ti sta ad ascoltare
    e sa restare,aspettando il sereno, a bagnarsi con te.

    Le feste passano, gli amici no,
    comunque vada, sai che non ti scorderò,
    possiamo crederci, amico mio,
    proviamo a farcela una volta in più.

    Un vero amico
    è una vera fortuna se è come sei tu,
    che non ti preoccupi mai di sembrarmi diverso
    da quello che sei.
    Tu m'hai insegnato a sbagliare e sbagliando
    ho imparato a campare
    desiderando ogni giorno più forte la mia libertà.

    Le feste passano, gli amici no,
    comunque vada, sai che non ti scorderò,
    possiamo crederci, amico mio,
    proviamo a farcela…
    Le feste passano, gli amici no,
    e se il destino poi, cambiasse idea
    restiamo amici noi, comunque sia
    (un vero amico - pinocchio il musical)
    March 21

    EXULTET

    Esulti il coro egli angeli, esulti l'assemblea celeste:
    un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto.

    Gioisca la terra inondata da così grande splendore;
    la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo.

    Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore,
    e questo tempio tutto risuoni
    per le acclamazioni del popolo in festa.

    E voi, fratelli carissimi,
    qui radunati nella solare chiarezza di questa nuova luce,
    invocate con me la misericordia di Dio onnipotente.
    Egli che mi ha chiamato, senza alcun merito,
    nel numero dei suoi ministri, irradi il suo mirabile fulgore,
    perché sia piena e perfetta la lode di questo cero.

    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.

    In alto i nostri cuori.
    Sono rivolti al Signore.

    Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
    È cosa buona e giusta.

    È veramente cosa buona e giusta
    esprimere con il canto l'esultanza dello spirito,
    e inneggiare al Dio invisibile, Padre onnipotente,
    e al suo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore.

    Egli ha pagato per noi all'eterno Padre il debito di Adamo,
    e con il sangue sparso per la nostra salvezza
    ha cancellato la condanna della colpa antica.

    Questa è la vera Pasqua, in cui è ucciso il vero Agnello,
    che con il suo sangue consacra le case dei fedeli.

    Questa è la notte in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri,
    dalla schiavitù dell'Egitto,
    e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso.

    Questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato
    con lo splendore della colonna di fuoco.

    Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo
    dall'oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo,
    li consacra all'amore del Padre
    e li unisce nella comunione dei santi.

    Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte,
    risorge vincitore dal sepolcro.

    Nessun vantaggio per noi essere nati, se lui non ci avesse redenti.

    O immensità del tuo amore per noi! O inestimabile segno di bontà:
    per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio!

    Davvero era necessario il peccato di Adamo,
    che è stato distrutto con la morte del Cristo.
    Felice colpa, che meritò di avere un così grande redentore!

    O notte beata, tu sola hai meritato di conoscere
    il tempo e l'ora in cui Cristo è risorto dagli inferi.

    Di questa notte è stato scritto: la notte splenderà come il giorno,
    e sarà fonte di luce per la mia delizia.

    Il santo mistero di questa notte sconfigge il male,
    lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori,
    la gioia agli afflitti.

    Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti,
    promuove la concordia e la pace.

    O notte veramente gloriosa,
    che ricongiunge la terra al cielo e l'uomo al suo creatore!

    In questa notte di grazia accogli, Padre santo, il sacrificio di lode,
    che la Chiesa ti offre per mano dei suoi ministri,
    nella solenne liturgia del cero,
    frutto del lavoro delle api, simbolo della nuova luce.

    Riconosciamo nella colonna dell'Esodo
    gli antichi presagi di questo lume pasquale
    che un fuoco ardente ha acceso in onore di Dio.
    Pur diviso in tante fiammelle non estingue il suo vivo splendore,
    ma si accresce nel consumarsi della cera
    che l'ape madre ha prodotto
    per alimentare questa preziosa lampada.

    Ti preghiamo, dunque, Signore, che questo cero,
    offerto in onore del tuo nome
    per illuminare l'oscurità di questa notte,
    risplenda di luce che mai si spegne.

    Salga a te come profumo soave,
    si confonda con le stelle del cielo.
    Lo trovi acceso la stella del mattino,
    questa stella che non conosce tramonto:
    Cristo, tuo Figlio, che risuscitato dai morti
    fa risplendere sugli uomini la sua luce serena
    e vive e regna nei secoli dei secoli.

    Amen.

    March 08

    a te

    A te che sei l’unica al mondo
    L’unica ragione per arrivare fino in fondo
    Ad ogni mio respiro
    Quando ti guardo
    Dopo un giorno pieno di parole
    Senza che tu mi dica niente
    Tutto si fa chiaro
    A te che mi hai trovato
    All’ angolo coi pugni chiusi
    Con le mie spalle contro il muro
    Pronto a difendermi
    Con gli occhi bassi
    Stavo in fila
    Con i disillusi
    Tu mi hai raccolto come un gatto
    E mi hai portato con te
    A te io canto una canzone
    Perché non ho altro
    Niente di meglio da offrirti
    Di tutto quello che ho
    Prendi il mio tempo
    E la magia
    Che con un solo salto
    Ci fa volare dentro all’aria
    Come bollicine
    A te che sei
    Semplicemente sei
    Sostanza dei giorni miei
    Sostanza dei giorni miei
    A te che sei il mio grande amore
    Ed il mio amore grande
    A te che hai preso la mia vita
    E ne hai fatto molto di più
    A te che hai dato senso al tempo
    Senza misurarlo
    A te che sei il mio amore grande
    Ed il mio grande amore
    A te che io
    Ti ho visto piangere nella mia mano
    Fragile che potevo ucciderti
    Stringendoti un po’
    E poi ti ho visto
    Con la forza di un aeroplano
    Prendere in mano la tua vita
    E trascinarla in salvo
    A te che mi hai insegnato i sogni
    E l’arte dell’avventura
    A te che credi nel coraggio
    E anche nella paura
    A te che sei la miglior cosa
    Che mi sia successa
    A te che cambi tutti i giorni
    E resti sempre la stessa
    A te che sei
    Semplicemente sei
    Sostanza dei giorni miei
    Sostanza dei sogni miei
    A te che sei
    Essenzialmente sei
    Sostanza dei sogni miei
    Sostanza dei giorni miei
    A te che non ti piaci mai
    E sei una meraviglia
    Le forze della natura si concentrano in te
    Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
    Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
    A te che sei l’unica amica
    Che io posso avere
    L’unico amore che vorrei
    Se io non ti avessi con me
    a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un' immenso piacere,
    a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
    a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
    a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
    a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
    a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
    e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...

    A TE -JOVANNOTTI
    January 12

    IL CUORE

    Sento spesso frasi tipo: “vai dove ti porta il cuore”, “il cuore mi dirà se sto facendo la cosa giusta”, “segui il cuore e non sbagli mai”.

    Ma se penso a quando avevo 20 anni, a quello che facevo, a come mi ponevo rispetto a cose tipo sessualità, Onestà, serietà, bontà, mi chiedo:

    è giusto seguire sempre quello che dice il cuore? Si? Chi mi dice che la “voce” che sento sia quella del cuore?

    E se fosse la mia paura ad affrontare le cose?

    E se fosse l’assecondare quello che mi dà piacere senza pensare alle conseguenze?

    E se fosse semplicemente fare il mio comodo?

    Bo… si accettano suggerimenti

    May 30

    le tue citazioni

    Ciao, proviamo a lanciare una nuova rubrica: "LE TUE CITAZIONI".
    chi vuole può lasciare sul blog frasi estrapolate da libri o film che hanno segnato o segnano la nostra vita
    o frasi nelle quali ci riconoscimo e vogliamo condividere.
    May 25

    Gli sperimentatori

    Gli sperimentatori

    Abbiamo visto un professore di fisica posare sulla cattedra un grosso vaso di vetro, vuoto. Davanti alle espressioni incuriosite degli allievi, l’abbiamo visto rovistare nella borsa di pelle con un sorriso da bambino. Ha estratto alcuni ciottoli bianchi, di fiume, levigati, e li ha deposti nel vaso riempiendolo fino all’orlo.
    “Secondo voi il vaso è pieno?” ha chiesto.
    “Sììì” ha risposto la classe.
    Il professore ha scosso la testa: “Siete in errore.”
    Davanti alle espressioni incuriosite degli allievi, l’abbiamo visto rovistare nella borsa di pelle con un sorriso da guascone. Ha estratto una manciata di piselli verdi, di serra, freschi, e li ha depositati nel vaso scuotendolo delicatamente.
    “Adesso il vaso è pieno?” ha chiesto.
    “Adesso sììì” ha risposto la classe.
    Il professore ha scosso la testa: “Siete in errore.”
    Davanti alle espressioni divertite degli allievi, l’abbiamo visto rovistare nella borsa di pelle con un sorriso da scienziato. Ha estratto una manciata di sabbia rosa, luccicante, fine, e l’ha deposta nel vaso scuotendolo delicatamente.
    “Adesso il vaso è proprio pieno, giusto?” ha chiesto.
    “Adesso proprio sììì” ha risposto la classe.
    Il professore ha scosso la testa: “Siete ancora in errore.”
    Dopodiché ha estratto dalla borsa di pelle due lattine di birra. Le ha aperte e le ha versate nel vaso, inzuppando la sabbia.
    Gli allievi sono scoppiati a ridere.
    Il professore ha atteso il silenzio e poi ha spiegato:
    “Questo vaso rappresenta la vostra vita. I ciottoli sono le cose più importati, la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra saluti, le cose per cui se tutto il resto fosse perduto, la vostra esistenza sarebbe ancora piena. I piselli sono le cose importanti: il vostro futuro lavoro, la vostra casa. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.
    Se nel vaso mettete per prima la sabbia, non ci sarà più spazio per i ciottoli ed i piselli. Allo stesso modo se dedicate tutto il vostro tempo per le piccole cose non avrete spazio per quelle che contano. Insomma: prendetevi cura dei ciottoli, il resto è solo sabbia.”
    La classe è rimasta in silenzio a contemplare il vaso, finchè dalla prima fila abbiamo visto uno studente alzare la mano.
    “E la birra professore? Che cosa rappresenta?”
    Il professore, sorridendo, ha allargato le braccia:
    “Era solo per dimostrarvi che, per quanto piena possa essere la vostra vita, c’è sempre spazio per un paio di birre.”

    May 08

    cacciari e centri sociali 2

    bè, visto che nessuno mi ha risposto (peccato) voglio chiudere l'argomento. Chiaramente non penso quello che ho scritto e chi mi conosce l'avrà capito subito ma spero che alcuni si siano sentiti non dico offesi ma almeno infastiditi dal fatto che ho scritto una serie di luoghi comuni e pregiudizi verso i centri sociali. parole dette da chi non conosce la realtà di quello che vi avviene all'interno e non conosce le persone che vi operano ma si permette di esprimere giudizi. certo potrei dire che sono libero di esprimere le mie opinoni, che è solo una "semplice e civilissima critica" che in fondo "è quello che dicono e pensano tutti nei luoghi di lavoro" che "era solo satira politica" (le virgolette sono tratte da articoli di questi giorni) ma il fatto è che ognuno è libero di dire quello che vuole nel rispetto però della verità e senza offendere nessuno di qualsiasi realtà si tratti.
    May 07

    cacciari al centro sociale

    Domenica, 6 Maggio 2007

    LA BATTUTA DEL SINDACO AL RIVOLTA DI MARGHERA
    Mestre

    NOSTRO SERVIZIO

    Bello questo capannone, avete fatto proprio un buon lavoro. Se ne trovate uno anche a Venezia, occupatelo. Parola di Massimo Cacciari , che stava scherzando, ma che è sindaco della città più famosa al mondo, e quindi ogni sua uscita non passa sotto silenzio. La frase corretta è questa, pronunciata dopo la considerazione che in centro storico a Venezia manca uno spazio di ritrovo e di aggregazione per i giovani come quello del centro social e Rivolta a Marghera: «Bè, se noi non riusciamo a trovarlo, individuatene uno adatto e occupatelo». Cacciari ieri mattina era rilassato e sinceramente interessato al l'opera che stava inaugurando: il nuovo open space al Rivolta, un capannone centrale destinato ad attività culturali, anche con le comunità di immigrati: mostre, concerti e dibattiti.

    L'obiettivo del sindaco era quello di evidenziare l'efficacia dell'azione svolta dal le associazioni che operano al centro Rivolta e soprattutto dell'Officina sociale, titolare di una convenzione stipulata nel 2004 con il Comune per la gestione di una parte dell'ex-stabilimento Paolini e Villani, in piena vecchia zona industrial e di Porto Marghera.

    «Avete creato degli spazi importanti e utili per la città - ha detto il sindaco dopo aver visitato tutta la struttura insieme alle assessore comunali alla Produzione culturale, alle Politiche sociali e al Patrimonio, Luana Zanella, Delia Murer e Mara Rumiz - Ciò che state realizzando è un servizio sociale essenziale che fornite con competenza e professionalità in termini di impresa. Le amministrazioni comunali intelligenti, come credo sia la nostra, hanno il dovere di garantire strutture ed impianti di base in cui realtà di questo genere operano per la città».

    Parole condivise anche dalle assessore intervenute. «È bello poter parlare di successo di questa impresa nata da una situazione di conflitto che non è stata vuota e rituale, ma produttiva di un salto di civiltà - ha detto Zanella - Nello scontro creatosi (tra gli occupanti e l'Amministrazione, prima di arrivare a un accordo e alla convenzione, ndr) ciascuna parte ha fatto il suo lavoro e insieme abbiamo realizzato cose strepitose».

    Tanti gli interventi effettuati in questi anni dal l'Officina Sociale che hanno trasformato la porzione dell'ex Paolini e Villani in un centro socio-culturale dalle molteplici valenze e funzionalità: tra gli spazi ristrutturati e risistemati, oltre all'open space inaugurato ieri, la palazzina delle associazioni, sede di diversi soggetti del mondo associativo no profit, ed il caffè Esilio, spazio di aggregazione e produzione di servizi per le comunità migranti. «Lo sforzo fatto è stato davvero grande» ha sottolineato Delia Murer, ricordando l'"arcipelago" di iniziative real izzate o promosse negli ultimi anni, tra cui in particolare "Melting pot", servizio di informazione e orientamento in materia di immigrazione, per la promozione dei diritti di cittadinanza.

    «Abbiamo realizzato idee e sogni - ha detto Vittoria Scarpa, di Officina sociale - Ora vogliamo che questo posto si arricchisca di voci, persone, cuori sempre diversi e sempre più numerosi».

    May 06

    assisi

    venerdì 4 e sabato 5 maggio io e la raffa siamo stati ad Assisi e a Loreto. Posti importantissimi, carichi di spiritualita, quasi la "senti", ti rimane addosso. Sarà che a me piace moltissimo S. Francesco ma ho passato 2 giorni fantastici. Cosa mi rimane? Pensavo, visto che recentemente S. Francesco è stato tirato in ballo nella polemica del concerto del 1 maggio a quante volte si parla senza conoscere le situazioni e le persone. S. Francesco preso come esempio di una chiesa povera, lontano dal potere, poverella... in realtà il "poverello" aveva 2 "attributi così" se no non si spiega come può uno abbandonare gli agi di una famiglia ricca e potente e vivere in una capanna in mezzo al bosco dormendo per terra. E quando dico per terra intendo sulla pietra, non liscia ma proprio pietra (ancora oggi su può vedere dove viveva e dove dormiva... da brividi...). Poi messo in mezzo nella polemica contro la chiesa... ma per favore!!! In una situazione in cui effettivamente nella chiesa c'era ricchezza e non aderenza a Cristo, lui non si è "indignato", no non ha detto: "non mi riconosco in questa istituzione". No, ha cominciato a rispondere a quello che Dio voleva da lui SEMPRE UNITO AL PAPA E ALLA CHIESA. infatti quando ha visto che molti lo seguivano è andato a Roma per chiedere il permesso e la benedizione del Papa per continuare la sua vita di povertà. Quando sono cominciati i problemi (tanta gente, tante teste, tanti modi di vedere le cose) ha sempre tenuto conto di quello che diceva la chiesa e il suo unico pensiero non era la chiesa si comporta così, quel cardinale mi ostacola colà ma: Gesù, cosa vuoi da me, cosa vuoi che io faccia, come posso rispondere all'amore che tu hai avuto e hai anora oggi per me?
    per finire, passiamo e sprechiamo il nostro tempo a lamentarci di qualsiasi cosa ma Gesù agli apostoli non ha detto fate questo o quello ma "vieni e seguimi" e questo lo dice anche oggi a noi. certo, è più facile nasconderci dietro le "negatività" della chiesa ma fermarci a quello vorrebbe dire non rispondere a Cristo che continua ora e oggi a chiamarci. Lamentiamoci di meno e amiamo di più!!!
    May 03

    sport nazionale: tiro al piccione

    Il concertone del 1 maggio? Contro la Chiesa e il Vaticano, ovviamente

     

    Andrea Rivera attacca il Vaticano: "La Chiesa non si è mai evoluta"
    I segretari Cgil-Cisl-Uil: "Dichiarazioni molto stupide". "Frasi del tutto inopportune"

    Rivera critica Vaticano. Protagoniste di questa edizione però anche le polemiche, che si sono concentrate in particolare sulle dichiarazioni di Andrea Rivera, il primo dei tre conduttori, al quale era stato affidato il compito di rompere il ghiaccio, poco dopo le 15, presentando dal palco e in diretta su RaiTre i gruppi emergenti, Vega's e Valentina Lupi. Il "citofonista" del salotto televisivo di Serena Dandini, in poco meno di un'ora e tra un'esibizione e l'altra si è ritagliato anche i suoi spazi per cantarla ai lavoratori, ai disoccupati, ai tre milioni e mezzo di lavoratori in nero e alle tantissime, troppe vittime degli incidenti sul lavoro: "Siamo un Paese di eroi, ma molti eroi cadono dai tralicci, mentre noi ci ricordiamo solo di Quattrocchi".


    Dopo aver ringraziato Woodcock per aver fornito i numeri di telefono degli artisti ospiti del concertone ("Oggi pm non significa mica pubblico ministero ma personal manager"), Rivera ha rincarato la dose. "Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la chiesa non si è mai evoluta", ha detto alla folla di giovani della piazza. "Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. E' giusto così - ha sottolineato Rivera - assieme a Gesù Cristo non c'erano due malati di Sla, ma c'erano due ladroni".

    Raggiunto nel backstage subito dopo la sua esibizione, Rivera ha detto che gli erano giunte voci che qualcuno si era risentito per le sue dichiarazioni: "La messa è finita, andate in pace - è stato il commento - mi dispiace e non trovo giusto che qualcuno mandi i proiettili a Bagnasco, ma la Chiesa in cui mi riconosco è quella di san Francesco".


    Le critiche dei sindacati. Fortemente critici verso Rivera soprattutto i padroni di casa, cioè i segretari di Cgil, Cisl e Uil. "Sono dichiarazioni molto stupide che non condivido - ha detto Luigi Angeletti della Uil - in un paese civile la libertà religiosa e della Chiesa è altrettanto importante della libertà politica e sindacale". Per Raffaele Bonanni della Cisl, "il concerto del primo maggio non è il luogo adatto per fare politica e fare divisioni. Ma è l'espressione più grande di tolleranza e di convivenza. Se Rivera si è fatto qualche bicchiere in più, fa bene a fare una doccia fredda". "Sono frasi del tutto inopportune, tanto più in una giornata come questa", ha detto Guglielmo Epifani della Cgil.

    E del direttore di Raitre. Anche il direttore di Raitre Paolo Ruffini si è associato alle critiche contro Rivera: "Questa è una festa dei lavoratori e del sindacato, momento di tolleranza e di convivenza. E' un grande spettacolo che la Rai riprende e trasmette ogni anno perchè anche questo è il suo ruolo, senza censurarlo o pretendere di determinarne i contenuti. Quanto alle parole di Rivera, non posso non concordare con quanto hanno affermato i segretari di Cgil, Cisl e Uil".

    La Repubblica 1 maggio 2007

    April 30

    una tartaruga

    Una tartaruga...

     

     

    Non conosco l’autore di questo apologo ma merita di essere proposto

     

    Una sera la tartaruga decide di  andarsene  a  fare  un  giro notturno.  Il rospo che la vede le dice: “Che imprudenza uscire a quest’ora!”. Ma la tartaruga continua e, mentre fa un passo più lungo dell’altro, si ritrova girata sulla schiena. Il rospo esclama: “Te l’avevo detto! E’ un’imprudenza, ci lascerai la vita!”. Deliziosa, con gli occhi pieni di malizia, la tartaruga gli risponde: “Lo so bene. Ma per la prima volta vedo le stelle”.

     

    Per la prima volta la tartaruga può contemplare una parte del mondo da lei sconosciuta fino ad allora; bisognava che inciampasse per trovarsi girata sulla schiena e improvvisamente illuminata dal chiarore delle stelle. Quante cose, anche noi come la piccola tartaruga, non conosciamo se non con gli occhi della fede! Ma è anche vero che tante altre volte, intenti a guardare il pezzetto di realtà circostante, non sappiamo levare lo sguardo verso un cielo (quello della fede) carico d’eternità.

     

    «Il mio popolo è duro a convertirsi: chiamato a guardare in alto nessuno sa sollevare lo sguardo» (Os 11, 7).

     

    April 23

    lettera al direttore del B.S. su Welby

    Egregio direttore, sono scandalizzato dal comportamento della Chiesa nel caso Welby. E’ vergognoso e mi dissocio dal Vicariato. Anche i salesiani non ci hanno fatto una gran figura… Ci sono rimasto malissimo. Io l’avrei fatto il funerale…  (E’ la sostanza di varie lettere scritte a questa redazione a proposito della dolorosa vicenda di Piergiorgio Welby)

    Fabiano (e molti altri)

    Le dirò di esserci rimasto male anch’io. Ma occorre non dimenticare qualche particolare importante: la triste traversia di Welby è stata artatamente trasformata da dolorosa vicenda umana a oscura vicenda politica. Così le carte si sono imbrogliate, le menti confuse, gli animi esacerbati. E dire che Welby, di famiglia cattolica e lui stesso non contrario, aveva contatti con i sacerdoti della parrocchia salesiana da almeno 15 anni: un vecchio salesiano, don Michele Pugliese, oggi novantunenne, si recava spesso a trovarlo e passava lunghe ore in conversazione con lui. Gli ultimi otto anni, dopo la tracheotomia che tolse al malato l’uso della parola, don Giovanni Nonne, attuale viceparroco, ha continuato a frequentare la famiglia, sempre bene accolto. L’adesione al partito radicale non ha interrotto i rapporti con la parrocchia, ma da allora le ragioni di partito hanno fatto assurgere il malato a emblema del laicismo libertario e le carte si sono imbrogliate ancor di più:

    -         Welby che chiede di essere suicidato!

    -         Welby che dice di preferire un funerale laico.

    -         Welby che avrebbe, alla fine, chiesto un funerale religioso.

    -         Welby strumentalizzato dai paladini del laicismo.

    -         Welby distrutto dal dolore (ma non esistono efficacissimi metodi antidolore?)

    -         Welby che richiede a un medico di staccare la spina (ma un medico deve ridursi a un mero esecutore dei desideri del paziente? È nata una nuova deontologia?)

    -         Welby che si sarebbe pentito mentre il medico lo sedava prima di staccare la spina…

    Notizie, queste, riportate da riviste e giornali diversi che evidenziano come troppe cose non tornano, troppe appaiono contraddittorie, intricate (volutamente?), troppe sfuggono al controllo pacato della ragione. Ho letto perfino che i salesiani avrebbero chiuso le porte del tempio quella mattina. Non è vero: si stavano invece regolarmente celebrando le messe festive, e Welby è stato ricordato nelle omelie e nelle preghiere dei fedeli delle 10 messe di quella domenica. Le dirò di più: la preghiera dei fedeli era stata approntata dallo stesso Vicariato che non aveva concesso il funerale religioso. Inoltre, è stata celebrata una messa con i parenti “in die septima”, e una nella trigesima, altre privatamente. Ma so anche che molti “laicisti” erano sul “chi va là” pronti alla critica qualsiasi decisione fosse stata presa: oggi con la Chiesa si fa il tiro al piccione, e il bello (o brutto!) è che chi più è lontano da essa più si erge a maestro, pretendendo di insegnargli il mestiere.  C’era di mezzo una cosa grossa: LA VITA. Io, forse, l’avrei fatto il funerale religioso, ma a patti molto chiari e, le assicuro, con un gran magone in corpo: dalla mia coscienza sarei stato messo di fronte a una scelta dolorosa: o fare il funerale a uno che ha lucidamente chiesto di essere “suicidato”, perché la CARITÀ è superiore a tutto, o rifiutarlo in obbedienza alla VERITÀ più che al Vicariato: quel “suicidio” non si presentava come altri, era un atto pubblicamente e ripetutamente chiesto. Nel caso poi di funerale religioso, le polemiche sarebbero ugualmente state furibonde: si sarebbe detto

    -         che la Chiesa s’intrufola anche nella coscienza… dei morti;

    -         che pur di tenersi a galla, è disposta a rinunciare alla sua millenaria dottrina;

    -         che avrebbe rinnegato la sacralità della vita, andando contro il Vangelo;

    -         che per fare uno sberleffo al “partito dei senza Dio” è disposta a calpestare la sua stessa Legge Fondamentale, ecc.

    La gente dice che è una vergogna. Lo dico anch’io: “È una vergogna!”. E lo spiego:

    -         per la Chiesa, costretta più dalla ragione politica che da quella giuridico/morale ad agire per salvaguardare la verità.

    -         Per i politici, perché hanno trasformato una vicenda drammatica in un’esibizione mediatica in versione politica/sociale/religiosa/umanitaria.

    -         Per i radicali, che per il verbo libertario non hanno esitato a mettere in piazza il caso di un malato terminale. Ora tutto tace: ottenuto ciò che desideravano, sono spariti; i salesiani invece sono sempre lì e continuano a visitare la famiglia.

    -         Per gli anticlericali che hanno sperato fino all’ultimo che la Chiesa facesse proprio quello che ha fatto, per metterla in difficoltà di fronte ai fedeli.Non c’è che dire, hanno giocato bene le loro carte.

    -         Per il popolo, che non è abituato alle sottigliezze mistificatorie della dialettica e di solito vede e giudica l’azione senza ricercarne la ragione, crede in quel che appare senza preoccuparsi troppo delle dietologie.

    -         Per i media, che non hanno saputo spiegare le ragioni dell’una e dell’altra parte e hanno fatto un gran calderone dove c’era tutto e il contrario di tutto.

    Welby riteneva che non valesse la pena vivere in quelle condizioni. Mi ha scritto un vecchio missionario: “Se tutti quelli che qui muoiono di fame dovessero ritenere che non vale la pena vivere così, e chiedessero di lasciarle morire?”. Grazie a Dio, Welby aveva a disposizione i migliori mezzi moderni a servizio della vita, ma voleva morire, e ha trovato uno che ha avuto il coraggio di staccare la spina. Milioni di persone hanno la massima voglia di vivere ma non trovano nessuno che attacchi la spina per conservargli la vita!  Per finire, se continuiamo ad andare avanti confondendo le carte, che Dio ce la mandi buona, perché ho la sensazione che verranno tempi duri e battaglie micidiali per quanti difendono quei valori che il Papa giustamente chiama “non negoziabili”.

    April 19

    ... a proposito di tolleranza...

    MILANO

    Kevin Harris ha 53 anni, è un discografico che lavora nel capoluogo lombardo dagli anni ’80, sposato da sette anni con Suzanne. Nulla di strano, se non avesse rivelato il suo passato di transessuale. Ha cercato di raccontarlo alla trasmissione "Il Bivio", andata in onda giovedì sera su Italia 1 e dedicata al caso di due gemelli transessuali.

     

    Kevin partecipava perché lo avevano invitato, ma "durante la registrazione, quando ho esordito dicendo che ero cristiano, si è alzato un coro di proteste. L’on. Vladimir Luxuria è partito in quarta, mi ha interrotto e ha preteso di avere la parola. E intanto, a me, sono venuti a togliere il microfono, fisicamente".

     

    Pensa che l’abbiano censurata perché non era allineato alle posizioni di Luxuria?

    "Io la considero solo ignoranza, non mi sento offeso. Lo giudico un comportamento infantile".

    Ma non dare spazio alle opinioni diverse non è certo una prova di tolleranza.

    "Quello non era un dibattito: era una storia già montata".

    ...meno male che tutti possono esprimere le proprie opinioni

    P.S. chi vuole leggersi il resto dell'intervista si faccia una bella ricerca!!!

    April 07

    una visione razionale

    (tratto da "Nuova Scintilla")   IL “CASO” DI “UNA REALISTICA VISIONE RAZIONALE”
    Il ‘caso Bagnasco’, al di là di tutti i titoloni gridati da gran parte della stampa, visto per quello che è veramente, nelle intenzioni e nelle parole del presidente della Cei, è il “caso” di un ragionamento, libero e serio, sui rapporti tra etica e opinione pubblica.  L’arcivescovo  non ha fatto alcun paragone o collegamento tra i ‘dico’, l’incesto e la pedofilia. Ha voluto offrire una riflessione sui criteri da tenere presenti nel riconoscere ciò che è bene e ciò che è male nelle tematiche relative alla sessualità, all’amore e alla famiglia. Per questo il suo discorso si sofferma ad analizzare il dato culturale oggi dominante che prevede che sia l’opinione pubblica a determinare i valori in questo delicato campo.
    Le sue parole  esprimono una coerente logica: se è l’opinione pubblica a determinare il bene e il male in materia sessuale, allora ‘è difficile dire dei no’. Come si potrebbe ‘dire dei no all’incesto o al partito dei pedofili?’ Le parole di Bagnasco sono un richiamo al valore oggettivo, in materia di etica sessuale, del dato fondamentale della persona umana, per la quale si nasce maschio o femmina: dato “naturale”, non “culturale”. Un richiamo quindi alla verità della natura umana, vista a partire da una realistica visione razionale, con riferimento ‘all’intelligenza comune, al buon senso, alla ragione attraverso delle motivazioni, delle ragioni, di tipo antropologico’. Insomma: perché parlare sempre della difesa della natura in chiave ecologica e naturalistica e rifiutare di parlarne in chiave antropologica? Questo il pensiero del presidente Cei, letto attraverso le parole da lui realmente pronunciate. Purtroppo, nella trasposizione giornalistica, si sono fatte semplificazioni e collegamenti indebiti che hanno dato origine a strumentalizzazioni politiche che si dovevano evitare andando semplicemente alla fonte. Vincenzo Rini.
     
    Si può essere d'accordo oppure no, ma strumentalizzare qualsiasi cosa dica la chiesa mi sembra sleale e scorretto!!! 

    laico

    Laico

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    La parola laico viene dal greco λαϊκός, laikós - uno del popolo, dalla radice λαός, laós - popolo.

    Il termine ebbe in origine un uso esclusivamente religioso: riferendosi ai fedeli di una religione, veniva usato (e, nel suo senso proprio, viene usato tuttora) per indicare colui che, pur professando un dato culto, non è appartenente alla gerarchia del suo clero. L'insieme dei fedeli laici è detto laicato.

    Nella Chiesa cattolica si utilizza la denominazione di laico anche per gli appartenenti ad Istituti di Vita consacrata che non sono presbiteri: cioè per coloro che, pur essendo monaci non hanno ricevuto l'ordinazione sacerdotale.

    Recentemente il termine laico sta passando ad assumere il significato di "non credente", e quindi agnostico o ateo, benché quest'uso, non registrato dai dizionari, sia errato. Attualmente è usato spesso per indicare una persona che si ispira ai valori del laicismo o che si ritiene propugnatrice della laicità dello stato; "laico" è usato in opposizione a clericale (questo ultimo termine ha un significato spregiativo). Negli ultimi anni è invalso l'uso del termine spregiativo laicista con un significato simile e opposto a clericale per indicare persone che si autodefiniscono "laiche" e si comportano come anticlericali.

    Per estensione, il termine laico viene usato nel contesto di professioni specializzate per riferirsi a chi non pratica la stessa professione.

     

    ...che bello prendere parole di origine e uso cristiano e trasformarle in qualcosa di diametralmente opposto!!!

    April 05

    condizionamenti

    Ciao!!! Oggi vi voglio parlare di Francesco  un ragazzo più o meno della mia età che frequentava il bar. Mi è venuto in mente perché in questo periodo (la primavera) i miei geni malati tendono sovraeccitarsi e mi ritrovo ad avere delle giornate in cui sono nervosissimo, così senza nessun motivo. Ma cosa centra Francesco? C’entra eccome, perché ogni volta che veniva in bar cominciavamo a parlare del più e del meno e ogni volta inevitabilmente si cominciava a discutere di politica e nascevano baruffoni indescrivibili. Mi sembra di vedere le facce allibite dei clienti che ci guardavano ma volete sapere la verità? Sia io che lui ci divertivamo un mondo  e poi era un modo di sfogarsi. Un giorno, stavamo discutendo (si fa per dire) su un articolo del gazzettino e il camerata (lui era di estrema sinistra e lo chiamavo camerata, lui mi chiamava compagno) mi fa: “ sei bravo a leggere le notizie del gazzettino, ma lo sai che il direttore è un uomo di Berlusconi?” al momento non gli ho dato soddisfazione (chiaramente), ma da quel giorno ho cominciato a leggere le notizie (non solo del gazzettino) facendo attenzione a questa cosa e  mi sono accorto che tutto viene “filtrato” così la stessa identica notizia, su un giornale diventa un “velato parlar male” della destra e in un altro un “velato parlar male” della sinistra. Non solo, anche i telegiornali sono così . quindi mi sembra chiaro che siamo, volenti o nolenti condizionati dai mass media (non parliamo della pubblicità!!!). Cosa fare per difendersi da questo condizionamento? Cerchiamo di non essere superficiali (nel senso di restare alla superficie) ma andiamo a fondo, informiamoci cerchiamo di capire le cose secondo tutte le angolature possibili. Ora senza voler entrare nel merito dell’argomento DICO famiglie ecc.(per chi vuole sono sempre disponibile  a parlarne di persona) avete notato come si sta cercando in tutti i modi di far passare la chiesa e il papa come dei cattivoni che limitano la liberta? Non è possibile che qualsiasi, dico qualsiasi cosa dica la chiesa viene estrapolata dal contesto e schiaffata in prima pagina a caratteri cubitali! Mi sembra chiaro che si cerca di creare un opinione comune per cui la chiesa è un  demonio da estirpare il più presto possibile. Allora un atteggiamento maturo da parte nostra è quello di leggere, confrontare ampliare le nostre conoscenze E SOLO DOPO farsi un’opinione. Purtroppo Francesco non è più tra noi, un incidente se l’è portato via un paio di mesi fa. Mi mancheranno molto le nostre discussioni. Ciao camerata sono sicuro che starai baruffando con qualcuno anche lassù……

    April 01

    Perchè la Tv laica non nomina mai Dio

    sabato 24 marzo 2007

    Perchè la Tv laica non nomina mai Dio


    Leggendo il modestissimo libro di Piergiorgio Odifreddi Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici), modesto perché superficiale, irridente, ideologico - ho capito meglio perché non sopporto certa cultura di stampo illuministico.
    Immagino che come matematico Odifreddi sia un numero uno ma quando pretende di parlare di fede diventa improvvisamente sprezzante: per lui, senza mezzi termini, l'idiozia umana si manifesta nelle religioni, nella credulità, in particolare nel Cristianesimo.
    Chiosa, da buon matematico: «La critica al Cristianesimo potrebbe ridursi a questo: che essendo una religione,per letterali cretini, non si adatta a coloro che, forse per loro sfortuna, sono stati condannati a non esserlo. Tale critica, di passaggio, spiegherebbe anche in parte la fortuna del Cristianesimo: perché, come insegna la statistica, metà della popolazione mondiale ha un'intelligenza inferiore alla media(na), ed è dunque nella disposizione di spirito adatta a questa e altre beatitudini».
    Il pensiero di Odifreddi, qui espresso in maniera supponente e triviale, non è affatto isolato: l'Ebraismo è solo il tentativo di occupare una terra in base «a una supposta promessa divina»; il Cristianesimo è il freno del pensiero democratico e scientifico europeo, la pietra d'inciampo dello sviluppo civile e orale. Ragion per cui, come un vecchio goliardo Odifreddi può esclamare: «Mosè, Gesù e il papa sono nudi».
    Per fortuna viviamo in uno stato ,libero e le idee di tutti sono tutelate (vorrei però vedere Odifreddi che dà del cretino a un musulmano!). Un passo conclusivo del libro, tuttavia, mi risveglia un'ossessione: «Diversamente dalle religioni, la scienza non ha dunque bisogno di rivendicare nessun monopolio della verità: semplicemente ce l'ha». Ebbene questa convinzione è stata quella che ha accompagnato in tutti questi anni le grandi divulgazioni scientifiche di Piero Angela, la sua tv intelligente, la sua tv laica da Servizio pubblico. Anzi, l'unica tv da Servizio pubblico, da Raiuno. Mi è capitato più volte di scrivere che nelle sue divulgazioni Piero Angela non ha mai nominato Dio. E non per rispetto, non per non offendere altre religioni ma semplicemente perché l'ipotesi Dio (un supremo creatore, non importa di quale credo) non rientra nei suoi orizzonti scientisti. Angela, come Odifreddi, crede che la cultura scientifica, quella che discende dagli illuministi, sia implicitamente superiore a ogni altro tipo di conoscenza. Siccome sono cretino non sono mai stato preso in considerazione.

    Aldo Grasso (Corriere della Sera - Magazine, 22 marzo 2007)

    E noi da questa cultura illuminista siamo stati e continuiamo a essere formati e condizionati
    June 03

    Mi presento

    Questo è un tema che ha fatto Michele l'altro giorno. Ci ha fatto ridere molto per la sua simpatia, ma ci ha fatto anche riflettere come un bambino di 9 anni riesce a trovare i lati positivi della sua persona. Lo dedichiamo a quelli che non riescono ad accettarsi per quello che sono!
     
    Mi chiamo Michele Sassetto ho 9 anni, sono nato nel 1997, compio gli anni il 4 gennaio. Abito a Chioggia in calle muneghette, il mio numero di telefono è un po' complicato da capire però dopo un po' di tempo s'impara. La mia famiglia è composta da: la mamma Raffaella Nordio, il capofamiglia il papà Elia Sassetto, le mie due sorelle Cecilia e Letizia Sassetto e infine io il primogenito cioè quello che è nato per primo. Il mio fisico è che sono abbastanza basso però sono molto agile, ho due denti grandi grandi, il mio viso è rotondo, ho le lentiggini, un naso a patata, una bocca normale ed i miei capelli sono marroncini o meglio castani. Sono molto vivace e sempre allegro e sono molto veloce, sarò pure bassetto però ho molte belle qualità. Sono appassionato di calcio, sono un giocatore dei primi calci della pgs, ho il numero 2 nella maglietta perciò sono centrocampista, ho fatto due gol nel torneo e quattro nell'allenamento. Mi piace molto andare a scuola però ci metto tanto ad alzarmi da letto, perchè ho tanto sonno. Non mi piace essere preso in giro, cioè mi chiamano sempre nanetto però la mia saggia famiglia mi ha detto a chi mi chiama nanetto di dirgli: "meglio un ceo ben compio che un grande insemenio!!" E' una frase in "chioggiotto inglese". I miei amici sono: Matteo, Simone, Andrea, Alessandro, Canocia, Jurij, Geremia, Luca ecc... A scuola sono abbastanza bravo e spero di essere promosso in quarta elementare, quest'anno mi sono impegnato molto e spero che questo sforzo sia servito a qualcosa e spero di avere impararto un bel pò di cose. Aiuterò sempre la mia famiglia e per il futuro vorrei fare l'esame in calciatore e prendere come voto 120 e lode, e i soldi che prendo giocando a calcio un pò me li prendo per la mia futura famiglia e un pò per la mamma e il papà. Infine vorrei fare l'allenatore ed essere sempre fedele alla mia squadra. Mi sono proprio divertito a descrivermi. Un grazie grande a tutte le mie maestre per avermi insegnato così tante cose, grazie ancora.
    Firmato Michele Sassetto.

    lo scrutatore non votante

    Lo scrutatore non votante è indifferente alla politica
    Ci tiene assai a dire “ohissa!” ma poi non scende dalla macchina


    È come un ateo praticante seduto in chiesa alla domenica
    Si mette apposta un po’ in disparte per dissentire dalla predica

    Lo scrutatore non votante è solo un titolo o un immagine
    Per cui sarebbe interessante verificarlo in un indagine

    Intervistate quel cantante che non ascolta mai la musica
    Oltre alla sua in ogni istante sentiamo come si giustifica

    Lo scrutatore non votante è come un sasso che non rotola
    Tiene le mani nelle tasche e i pugni stretti quando nevica

    Prepara un viaggio ma non parte pulisce casa ma non ospita
    Conosce i nomi delle piante che taglia con la sega elettrica

    Lo scrutatore non votante conserva intatta la sua etica
    E dalle droghe si rinfresca con una bibita analcolica

    Ha collegato la stampante ma non spedisce mai una lettera
    Si è comperato un mangia-carte per sbarazzarsi della verità

    Lo scrutatore non votante è sempre stato un uomo fragile
    Poteva essere farfalla ed è rimasto una crisalide

    Telefonate al cartomante che non contatta neanche l’aldiquà
    Siccome è calvo usa il turbante e quando è freddo anche la coppola

    Lo scrutatore non votante con un sapone che non scivola
    Si fa la doccia 10 volte e ha le formiche sulla tavola

     

    Prepara un viaggio ma non parte pulisce casa ma non ospita

    conosce i nomi delle piante che taglia con la sega elettrica


    Prepara un viaggio ma non parte pulisce casa ma non ospita

    Lo Fa svenire un po’ di sangue ma poi è per la sedia elettrica

     

                                                      ( Samuele Bersani)